
Ricercatori giapponesi hanno scoperto che l'integrazione di NMN può attenuare il declino uditivo legato all'età nei topi, offrendo una strada promettente per la prevenzione della perdita dell'udito.
1. L'NMN inibisce la perdita uditiva legata all'età
I topi, come gli esseri umani, subiscono naturalmente una perdita dell'udito con l'avanzare dell'età. Per confermarlo, abbiamo confrontato l'udito di topi di 25 settimane (circa equivalenti a esseri umani di 30 anni) con quello di topi di 12 settimane (circa equivalenti a esseri umani di 21 anni).
Lo studio ha rilevato che le soglie di risposta del tronco encefalico uditivo (ABR) (la soglia di intensità sonora che stimola l'attività elettrica del tronco encefalico) dei topi di 25 settimane erano più alte di quelle dei topi di 12 settimane, indicando che la perdita dell'udito si era verificata nei topi a 25 settimane di età.
Per determinare gli effetti dell'NMN sulla perdita dell'udito legata all'età, ai topi di 12 settimane sono stati somministrati 500 mg/kg di NMN al giorno per 13 settimane. I risultati hanno mostrato che, rispetto ai topi di controllo a cui è stata somministrata acqua, i topi trattati con NMN avevano una soglia ABR significativamente più bassa, indicando che l'NMN inibisce la progressione della perdita uditiva legata all'età.
Gli studi hanno dimostrato che i livelli di NAD+ in diversi organi diminuiscono con l'età, portando a malattie croniche. Tuttavia, misurando i livelli di NAD+ nella coclea (la struttura dell'orecchio responsabile dell'udito) di topi giovani e anziani, non è stata rilevata alcuna diminuzione dei livelli di NAD+ legata all'età.
Ciò può essere spiegato dall'età relativamente giovane dei topi “anziani” di questo studio. Ricerche precedenti hanno dimostrato che i livelli di NAD+ cocleari dei topi di 12 mesi (equivalenti all'incirca a quelli degli esseri umani di 43 anni) sono più bassi.
Per indagare ulteriormente su come l'NMN prevenga la perdita dell'udito, i ricercatori hanno misurato i cambiamenti nell'attivazione dei geni cocleari. Hanno scoperto che l'NMN ha portato a cambiamenti nell'omeostasi ionica. Sulla base di questi risultati, gli autori ipotizzano che l'NMN possa contrastare gli squilibri legati all'età di ferro e zinco nell'orecchio interno.
2. L'NMN migliora i meccanismi dell'udito
Aumento dei livelli di NAD
Con l'invecchiamento o a causa di alcune malattie, i livelli di NAD+ nell'organismo diminuiscono gradualmente. Il NAD+ è fondamentale per diverse funzioni fisiologiche, come il metabolismo energetico cellulare e la riparazione del DNA.
Nel sistema uditivo, livelli adeguati di NAD+ contribuiscono a mantenere la normale funzione delle cellule dell'orecchio interno, come le cellule ciliate e le cellule gangliari spirali, garantendo la corretta trasmissione ed elaborazione dei segnali sonori. Questo, a sua volta, svolge un ruolo protettivo e riparatore dell'udito.
Miglioramento del metabolismo energetico cellulare
Cellule come le cellule ciliate dell'orecchio interno richiedono una grande quantità di energia per svolgere funzioni come la trasduzione del segnale sonoro. Il NAD+, derivato dall'NMN, partecipa al processo di fosforilazione ossidativa all'interno delle cellule, fornendo la valuta energetica ATP.
Quando l'integrazione di NMN aumenta i livelli di NAD+, migliora il metabolismo energetico delle cellule dell'orecchio interno, consentendo alle cellule ciliate e ad altre di percepire più efficacemente le vibrazioni sonore e di convertirle in impulsi neurali, migliorando così la funzione del sistema uditivo e, in una certa misura, ripristinando l'udito.
In caso di perdita dell'udito causata da un'alterazione del metabolismo energetico nelle cellule dell'orecchio interno dovuta all'invecchiamento, all'esposizione al rumore o ad altri fattori, l'NMN aiuta a ripristinare la normale funzione delle cellule e a ridurre la perdita dell'udito potenziando il metabolismo energetico.
Esercita effetti antiossidanti
Lo stress ossidativo è uno dei fattori chiave che contribuiscono alla perdita dell'udito, poiché un eccesso di specie reattive dell'ossigeno (ROS) può danneggiare le cellule dell'orecchio interno. Il NMN aumenta i livelli di NAD+, che attiva diversi enzimi antiossidanti, come il SIRT1.
Il SIRT1 regola il sistema di difesa antiossidante cellulare, promuovendo l'espressione e l'attività di enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi (SOD) e la glutatione perossidasi (GSH-Px). Questi enzimi aiutano a eliminare i ROS dall'orecchio interno, riducendo il danno ossidativo e proteggendo le cellule dell'orecchio interno dall'attacco dei radicali liberi, migliorando così l'udito.
Ad esempio, in modelli di perdita dell'udito indotta da rumore o farmaci, l'integrazione di NMN può abbassare i livelli di stress ossidativo nei tessuti dell'orecchio interno, ridurre i danni alle cellule ciliate e alle fibre nervose e migliorare la funzione uditiva.
Regolazione delle risposte infiammatorie
Anche le risposte infiammatorie nell'orecchio interno sono una delle cause comuni di perdita dell'udito.
L'NMN, regolando le vie di segnalazione dipendenti dal NAD+, come la via SIRT1, può sopprimere l'espressione e il rilascio di fattori legati all'infiammazione, come il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) e l'interleuchina-1 beta (IL-1β). Ciò contribuisce a ridurre l'infiammazione nell'orecchio interno, alleviando i danni causati dall'infiammazione alle cellule uditive e ai nervi, migliorando così l'udito.
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